Il mio primo incontro con Roberto Raviola

Estate 1976

Stavo camminando a passo spedito, con la cartellina piena dei miei disegni, emozionato perché a breve avrei avuto un incontro con un fumettista, un certo Roberto Raviola.
Io, giovane e ignaro, non sapevo che firmava le storie con il nome di Magnus e che con quel nome era diventato un mito della storia del fumetto ed anche il mio personale.

Il mio primo incontro con Roberto Raviola

In quegli anni frequentavo l’’Istituto Statale d’Arte, consigliato dai professori delle scuole medie per il mio scarso impegno nello studio e per un’ inversamente proporzionale attitudine al disegno.
Fin da bambino disegnavo instancabilmente, copiavo tutti i fumetti che trovavo in casa, mio padre li leggeva in ordine sparso, senza un’apparente coerenza; albi di guerra, i miei Topolino, Tex, Diabolik e Satanik.
Proprio il personaggio di Satanik era disegnato da Magnus e quello fu il mio primo incontro con lui, anche se le storie un po’ torbide e d’horror erano proibite per un ragazzino della mia età: ero un bambino negli anni ‘60.
Infatti mio padre li nascondeva perché troppo audaci per la mia giovane età. Come poteva pensare di frenare la mia curiosità regalandomi solo gli albi di Topolino?
Nel decennio successivo dal giornalaio scoprì l’uscita di un nuovo fumetto Alan Ford:  fu amore a prima vista.
Innamoramento che proseguì negli anni successivi mentre frequentavo l’Isab, a tal punto che un professore, stufo di vedere i miei disegni in stile Magnus, mi combinò un incontro, preparandomi uno scherzo.

Ma tu sei Bob Rock!

Il mio primo incontro con Roberto Raviola


Come dicevo,  in quel 1976 conoscevo solo il nome d’arte, Magnus, ma non il suo vero nome. Per questa ragione immaginate la mia reazione quando Roberto Raviola aprì la porta: dapprima stupore, poi spalancai la  bocca mentre il mio unico neurone ripresosi dallo shock, metteva a fuoco chi avevo di fronte, finché esplosi in una fragorosa risata e indicandolo con il dito dissi:
“Ma tu sei Bob Rock!”

Probabilmente il mio professore, suo amico, l’aveva avvisato del sedicenne dotato nel disegno ma leggermente ruspante, mi guardò con pietà, mi fece cenno di entrare e mentre gli passai davanti disse: 
“Entra…cominciamo bene!”

Pensai: “Bravo, mi sono giocato il mio primo incontro con Roberto Raviola!”

Una casa-studio incredibile, come lui

Dopo l’imbarazzo inizio, mi sedetti sul divano come mi aveva invitato a fare e sempre a bocca aperta. La casa studio era piena di suoi disegni e di particolari che mi attraevano; campeggiava al centro della sala un enorme quadro ad olio di uno dei suoi personaggi, lo Sconosciuto, mentre sopra una porta era dipinta una grata dalla quale usciva un braccio peloso di un mostro che cercava di aprire la maniglia.

Ma il particolare che mi stupì di più erano gli occhi dipinti sopra ai nodi nel soffitto a legno della mansarda nella quale mi trovavo e che sembravamo fissarmi!

La Compagnia della Forca

Mentre Magnus guardava i miei disegni, io lo subissavo di domande,  avido di conoscere le tante  curiosità che avevo sul fumetto di Alan Ford.
Tempismo perfetto, Roberto era ormai distante da quella avventura, si era rotto il sodalizio con Bunker ed era impegnato in un altro progetto, partorito con Giovanni Romanini [RIP]
La compagnia della Forca

Mi mostrò in anteprima i disegni e le tavole dei personaggi; la storia parlava di un fantasy medievale ironico con tinte dark, genio allo stato puro. Mi congedai, con la promessa di tornare a trovarlo per portargli altri miei disegni, dopo aver messo in pratica i suoi preziosi consigli.

Ad oggi, nonostante siano trascorsi tanti anni, conservo ancora un bellissimo ricordo di quell’incontro che mi ha consentito di conoscere un poliedrico artista molto amato, ma non così valorizzato come sarebbe giusto.


Il mio primo incontro con Roberto Raviola
Un paio di personaggi della Compagnia della Forca disegnati da me dopo l’incontro.

Modellare i suoi personaggi, una gioia per il cuore

Sebbene la Compagnia della Forca non ha avuto un grande successo, ne sono usciti solo diciannove album, io sono rimasto un affezionato.
Perciò quando ho tempo, alla sera dopo il lavoro, modello con Zbrush i suoi personaggi: è un modo per mantenere vivo il ricordo di quelle storie straordinarie.

Ser Crumb (Briciola) e Crusca

Il mio primo incontro con Roberto Raviola
Compagnia della Forca

Un paio di video


Un’incredibile coincidenza, con un finale amaro:

All’inizio del 2020 un cliente mi chiese di realizzare una scultura di Bob Rock vs Superciuk. Scoprì che oltre ad essere un amante dell’opera di Magnus e di possederne molte tavole autografe, era anche un amico di Giovanni Romanini. Non potevo perdermi quell’occasione, così gli raccontai del mio incontro con Magnus di tanti anni prima  e gli domandai di poter incontrare Romanini.

Si avverò la possibilità una sera di tre mesi fa in un ristorante del centro di Bologna, assieme ad altri fumettisti ed editori. Un unico incontro molto intenso e divertente, pieno di passione, di racconti ed aneddoti.

Giovanni mi parlò a lungo del suo rapporto con Magnus e dell’avventura di quel fumetto partorito durante un viaggio in treno.

Ci lasciammo con l’idea di rivederci presto, purtroppo Giovanni è scomparso qualche settimana dopo.  

Di quella sera, conservo gelosamente il volume della Compagnia, autografato da lui.


Un consiglio finale

Se vi ha incuriosito il mio primo incontro con Roberto Raviola ma non avete letto La Compagnia della Forca, compratelo in questa edizione, due volumi con copertina rigida, stampati molto bene.

Potrete colmare la vostra lacuna, scoprendo una perla rara

Buona lettura!

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